Ecco lo showrooming: il libro lo scegli in libreria ma lo acquisti sulla rete.

Un bookstore di Amsterdam.

Signore e signori, ecco a voi lo showroomingil nuovo nato nel mondo del marketing editoriale.

E’ la tendenza che  utilizza lo spazio all’interno delle librerie e lo trasforma in showroom, dove il negozio diventa un puro spazio espositivo per vedere e ammirare i libri e poi correre a casa a ordinarli via web, evitando così di passare dalla cassa. Semplice no?

Addirittura pare che ci sia gente che fotografa il libro col telefonino o ne legge il codice a barre memorizzando così gli acquisti in una sorta di wish list, che verrà poi aperta comodamente a casa, e resa realtà su Amazon o su qualsiasi altro rivenditore di libri sulla rete, basta che si risparmi, per la gioia dei librai…

Una ricerca di Codex Group ha rilevato che il 39 per cento dei clienti di Amazon, prima di acquistare un libro è andato a sceglierselo in libreria, dove tutto è meno freddo di un monitor di pc, c’è un commesso gentile che ti coccola, ti aggiri tra i banconi e trovi un ambiente più confortevole rispetto a un e-commerce.

Ma a lungo andare, lo showrooming rischia di uccidere le librerie con dentro i librai e i loro commessi. Ma anche questo è il web, e non possiamo farci nulla. Purtroppo.

Nella foto: un bookstore di Amsterdam

Marketing dal basso: cosa succede se i consumatori lanciano le idee ai produttori.

Gli ultimi casi di cronaca legati alle morti dei bambini dimenticati in macchina dai genitori distratti, hanno turbato così tanto una mamma-blogger di nome Chiara la quale ha pensato di utilizzare la forza di Facebook per farci una bella discussione tra mamme. L’idea di Chiara, che ha già raccolto un centinaio di commenti, sta portando a dei risultati concreti tra cui la proposta (lanciata ai produttori di seggiolini) di inserire dei sistemi acustici di allarme per segnalare l’eventuale rischio di abbandono del bambino in macchina. L’idea semplice e intelligente di Chiara, unita alla straordinaria reattività del Social Network più diffuso al mondo, è un tipico caso di Web 2.0 e di discussione che parte dal basso (consumatori) sperando che arrivi alle orecchie dei costruttori. Proprio per questo motivo Chiara, nel corso della discussione su Facebook, ha coinvolto anche i responsabili di Inglesina, nota marca produttrice di carrozzine e seggiolini per bambini, non ottenendo però, al momento, nessuna risposta.

Qui trovate un altro caso di successo legato al marketing che parte dal basso.

Down load. Con record.

Questo blog oggi è stato vittima dell’incendio che ha oscurato la web farm Aruba, dove è ospitato il dominio www.enricoporro.it.

Pertanto mi scuso con quanti oggi hanno tentato di collegarsi al blog, trovando la porta chiusa. Adesso pare essersi tutto risolto.

Nel dramma, Aruba ha stabilito il record assoluto di crescita dei follower su Twitter, da 0 a 5000 in poche ore.

E’ nata Spreaker: la Social Web Radio creata dagli ascoltatori.

C’è una nuova risorsa creativa sulla rete: si chiama Spreaker.com, una Radio Online in cui tutti i contenuti e i palinsesti sono creati e generati dagli utenti. Spreaker permette infatti a tutti di diventare dei veri deejay radiofonici creando e trasmettendo il proprio programma sul web.

L’idea che sta alla base di Spreaker è di origine Social: l’obiettivo è quello di ricreare lo spirito delle radio libere degli anni ’70 garantendo un contenitore non solo per DJ professionisti ma anche per chi, dal basso, vuole far sentire la propria voce e condividere i propri saperi. Il risultato è una Social Web Radio basata sugli User Generated Contents. Spreaker è una piattaforma innovativa che permette all’utente di combinare l’esperienza d’uso della radio con l’interazione tipica di un social network: partecipazione attiva dell’utente, ampia copertura territoriale, assenza di disturbi di fondo e una notevole semplicità d’uso.

Su Spreaker infatti tutti i programmi sono creati dagli utenti in piena autonomia: una volta creati i vari programmi, Spreaker mette insieme gli show creando un unico flusso audio. Inoltre, la piattaforma garantisce un’alta interattività tra gli user, ed è interessante anche per le aziende: ogni show è infatti intervallato da messaggi pubblicitari altamente personalizzabili in funzione dei diversi profili degli ascoltatori.

Se volete diventare DeeJay per un giorno accomodatevi su Spreaker.com

Tutto quello che avreste voluto sapere su internet (ma non avete mai osato chiedere).

Prendo in prestito lo storico titolo di un film di Woody Allen per presentarvi questa locandina al limite del grottesco che illustra tutto ciò che si può fare con la rete.

Ma davvero c’è ancora gente che non sa cos’è la rete? Forse sì, purtroppo.

A questo link trovate qualche spiegazione in più sull’iniziativa legata alla locandina in oggetto.