Contrordine: la Moratti ci ripensa e scatena il pandemonio su Facebook.

Qualche giorno fa segnalavo in un post l’errore strategico dello staff di Letizia Moratti che, dopo il discusso faccia a faccia con lo sfidante Giuliano Pisapia, aveva lasciato la pagina Facebook completamente incustodita dall’assalto dei commenti dei sostenitori del candidato del PD. Poi sono arrivati i risultati del primo turno elettorale che hanno punito il sindaco in carica e da lì è scattata la molla e il tentativo di salvare il salvabile partendo proprio dalla pagina del Social Network più diffuso al mondo.

E così, come se avessero letto le mie parole, i collaboratori del sindaco di Milano hanno deciso di intervenire drasticamente con un’azione radicale di rinnovamento della pagina fan. Via la vecchia pagina e spazio ad una nuova fan page che, pur rispondendo allo stesso url di prima (www.facebook.com/morattiletizia), presenta una nuova grafica e addirittura un nome nuovo: MiRispondi.it che porta ad un sito dedicato che raccoglie le domande dei cittadini che hanno qualcosa da chiedere a Letizia Moratti. A differenza di prima, adesso ci sono dei moderatori che partecipano alle discussioni piuttosto animate (alcuni messaggi pare vengano censurati) e che invitano a rivolgersi al sito MiRispondi per le domande dirette al candidato sindaco di Milano.

Fin qui dunque tutto corretto, una buona azione di Web Marketing che ha rianimato (pure troppo) la pagina Facebook della Moratti alzando anche il numero degli iscritti (ci tornerò più avanti) grazie al palleggio tra Social Network e sito dedicato. Io ritengo comunque che tra la situazione di abbandono di prima e la bulimia di interventi di adesso ci debba essere una giusta via di mezzo.

Ci sono però due cose da sottolineare. La prima è che la foto della Moratti è decisamente datata e questo non mi sembra corretto, perchè in campagna elettorale bisognerebbe apparire come si è al momento della discesa in campo. La seconda è una questione legata al nome MiRispondi, che rischia di essere accusato di plagio dall’architetto Stefano Boeri, che ai tempi delle primarie del centrosinistra a Milano aveva costruito la sua campagna proprio su un gioco di parole legato alla sigla MI che diventava anche pronome: MIRisponde (la vedete qui sotto).

Ma torniamo alla nuova veste della pagina Facebook di Letizia Moratti perchè c’è un’altra cosa curiosa che vorrei segnalarvi e che riguarda il numero degli iscritti o, per essere precisi, il numero di “persone a cui piace questo elemento”che, al momento in cui scrivo, ha raggiunto l’importante cifra di 33000 like. Se consideriamo che fino a tre-quattro giorni fa il numero dei like era di poco più di 3000, viene da chiedersi come sia potuta accadere una cosa del genere. E così sulla pagina Facebook si moltiplicano i commenti di chi si chiede, per esempio, come sia possibile che “Gli iscritti a questa pagina, dopo essere stati costanti per settimane con crescita modesta fino a 5000, si sono impennati fino a 30000 nel giro di tre giorni in modo palesemente anomalo”. O come mai “i commenti sulla pagina siano passati da qualche decina a 1800 al giorno.”. Un rebus a cui la blogosfera sta tentando di dare una soluzione. Qui trovate, per esempio, una interessante discussione tra addetti ai lavori che stanno tentando di capire come tutto ciò sia potuto accadere.

Casi di successo: il blog di Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco sul Naviglio.

Oggi voglio segnalarvi un altro interessante caso di comunicazione sulla rete, quello di Eugenio Comincini, sindaco della città dove vivo e lavoro, Cernusco sul Naviglio. Eugenio, giusto giusto un anno fa, incalzato da amici e collaboratori, ha deciso di raccontare la sua esperienza di sindaco aprendo un blog e utilizzando quegli straordinari megafoni chiamati Social Network (Twitter e Facebook in particolare) per confrontarsi con la cittadinanza. Una scommessa che Eugenio ha vinto alla grande, considerando che sono parecchi i suoi colleghi politici, che dopo aver aperto un blog,  lo hanno mestamente chiuso dopo qualche mese. Comincini invece ci ha sempre creduto e oggi, proprio dalle pagine del suo blog, annuncia con orgoglio i risultati ottenuti in questo primo anno di vita sulla rete.

Ecco cosa scrive Eugenio Comincini sul suo blog:

Il 19 maggio del 2010 avviavo l’avventura di questo mio blog, concepito come uno strumento per parlare alle persone, volendo interagire come persona.

Ad un anno di distanza posso fare un primo bilancio di questa esperienza: ringraziando chi mi ha accompagnato nel realizzare e curare questo blog, sono contento di aver avuto la possibilità di raccontare quanto stiamo realizzando per la nostra città e potermi esprimere su altre questioni (politiche o meno) che mi stanno a cuore; il tutto con la possibilità di interagire con le persone che hanno deciso di leggermi (in maniera più o meno occasionale).

Non sono un genio dei new media, però sono soddisfatto di quanto ho imparato e dei frutti ottenuti dall’utilizzo del blog, come pure dei miei profili Facebook e Twitter, oltre che dello spazio foto sula mia pagina Flickr e dei video (pochini per la verità) sul mio spazio YouTube.

Il post completo lo trovate qui.

I segreti di questo blog? Una grafica pulita e semplice, un aggiornamento costante, una buona varietà di contenuti e soprattutto un costruttivo dialogo con i visitatori, che hanno apprezzato lo sforzo e tornano frequentemente a visitare il blog.

Abitando a Cernusco sul Naviglio, ho avuto modo di conoscere personalmente Eugenio e sono al corrente delle difficoltà che ha dovuto superare all’inizio di questa sua avventura mediatica, difficoltà che poi, per forza di cose, si sono materializzate periodicamente durante il mantenimento e l’aggiornamento del blog e delle pagine di Twitter e Facebook. Ma la sua tenacia e la sua costanza lo hanno aiutato a mantenere le promesse e adesso il blog è uno strumento importantissimo, sia per lui che deve dialogare con i cittadini e tenerli informati sui fatti di Cernusco e sul programma della sua giunta, sia per gli abitanti di Cernusco che cercano di avere e mantenere un costante dialogo con il primo cittadino della loro città.

Complimenti quindi a Eugenio e al suo staff, in particolare all’assessore allo Sport, Commercio e New Media Ermanno Zacchetti, che ha dato una mano davvero preziosa a Eugenio nel non desistere dal suo impegno.

Mai lasciare incustodita la pagina Facebook, soprattutto se ti chiami Letizia Moratti.

E’ l’errore che sta commettendo lo staff del sindaco di Milano Letizia Moratti, che ieri è stata protagonista di un caso di cronaca durante il faccia a faccia contro il suo avversario Giuliano Pisapia davanti alle telecamere di Sky. La Moratti ha accusato Pisapia di aver partecipato, anni fa,  al furto di una macchina favorendo il pestaggio di un ragazzo e per questo motivo di essere finito in carcere. La replica di Pisapia è stata quella di querelare la Moratti per diffamazione, essendoci una sentenza di assoluzione che lo scagiona. A questo punto, consapevole che sui Social Network si sarebbe scatenato il pandemonio, cosa fa un buon team di comunicazione? Si prepara ad affrontare la buriana dei messaggi che, inevitabilmente, sarebbero arrivati sulla pagina Facebook di Letizia Moratti. E invece, la pagina Facebook del sindaco di Milano è rimasta completamente incustodita e si sta scatenando l’apocalisse. Evidentemente lo staff del sindaco ha deciso che i commenti che arrivano sulla fan page non sono poi così importanti. Altrimenti qualcuno si sarebbe reso conto del terremoto che si sta abbattendo sull’immagine sociale del sindaco meneghino. Sicuramente abbiamo a che fare con una cattiva gestione della Web Reputation.  Lo chiamerei piuttosto un bel Web Boomerang, perchè probabilmente, a questo giro di giostra, saranno proprio gli elettori più giovani, quelli che maggiormente utilizzano Facebook e gli altri Social Network,  a decidere chi governerà Milano per i prossimi 4 anni.

Patrizia Pepe chiede scusa.

Vi ricordate cosa scrivevo tre post fa a proposito di Patrizia Pepe? Ecco, il brand di abbigliamento fiorentino ha chiesto pubblicamente scusa in un post sul blog ufficiale dell’azienda. Bravi. Ecco il post di scuse:

E’ sempre opportuno essere educati e rispettosi con le persone, anche per difendere le proprie convinzioni e il proprio lavoro?
La risposta è sì, sia offline che online.
E in queste ultime ore abbiamo imparato molto, pur essendo sui Social Media ormai da qualche anno…

Il tutto nasce da una critica ricevuta a una foto della nostra ultima campagna e in particolare a una nostra modella.
Su questo tema l’Azienda ha un’opinione ben precisa leggi qui

Rimaniamo convinti di questo e non è nostra intenzione essere Social dando opinioni banali e scontate o compiacenti.
Non pensiamo che agli utenti si debba dare sempre ragione, ma sappiamo benissimo che, qualsiasi cosa dica, la Rete è un feedback prezioso e come tale va considerato e rispettato.
Eppure talvolta in passato, ma soprattutto in questi ultimi giorni, lo abbiamo dimenticato.
Sull’onda delle emozioni e dell’orgoglio per il nostro lavoro, ci siamo fatti prendere la mano.
Adesso, a mente fredda, vogliamo scusarci dei toni e dei modi: abbiamo fatto lo stesso identico errore che leggevamo negli altri!
Patrizia Pepe è un Brand che ha sempre saputo evolversi, costantemente imparando sia dagli errori che dai successi.

Vogliamo farlo anche in questo caso e vi assicuriamo che stiamo già pianificando delle iniziative concrete.

E’ Facebook, bellezza, e tu non puoi farci niente, niente. Il caso di Patrizia Pepe.

Da qualche giorno, nella blogosfera, non si fa che parlare di un caso di cattiva gestione dei Social Media da parte di un’azienda.

Il brand in questione è Patrizia Pepe, nota marca di abbigliamento di Firenze, che ha pubblicato sulla bacheca di Facebook una foto (che vedete qui a fianco) con protagonista una modella non esattamente “in carne” che ha suscitato qualche lamentela tra i fan. Ai primi due commenti che poco gradivano l’utilizzo della foto, accusando il brand di favorire l’anoressia, Patrizia Pepe ha risposto così: “Scusate se non rispondiamo, sono provocazioni non utili.”.

Diciamo che non è il massimo del Social rispondere così. Infatti, si è scatenata la ridda dei commenti che, ad oggi, sono arrivati a 140 circa e la maggior parte di essi sono, ovviamente, negativi, anche se alcuni fan hanno difeso il brand. La situazione sembra comunque essere scivolata di mano al brand toscano, tant’è che l’episodio sta rimbalzando anche sull’altro Social Network di tendenza, Twitter, con risvolti che vi lascio solo immaginare.

Tra i commentatori di Twitter c’è anche chi sostiene che è tutta una strategia di buzz marketing per dar vita ad un caso di viral: far parlare di sè per farsi percepire come un brand che va controcorrente nell’utilizzo dei Social Network. Una cosa è certa: la discussione aumenterà la brand awereness di Patrizia Pepe. Resta da capire se la cosa porterà fatturato e vendite alla casa di abbigliamento di Firenze o solamente cattiva pubblicità.

I blogger esperti e i guru della web reputation sostengono che Patrizia Pepe abbia decisamente sbagliato approccio, perchè nei commenti a sua difesa, lo staff di Patrizia Pepe cerca di mettere in un angolo le fan (che ribattono animatamente colpo su colpo) sostenendo la tesi che le modelle sono magre per una questione di DNA. A me, tra l’altro, la modella non sembra essere particolarmente magra, visto il panorama pubblicitario che c’è in giro. E’ vero però, che c’è stata una mancanza di tatto nelle primissime risposte ai commenti dei fan su Facebook.

Concludo con una citazione: è Facebook, bellezza, e tu non puoi farci niente, niente. O meglio, una cosa la si deve fare di default: non litigare con i fan sul web.

Del caso se ne stanno occupando anche diversi blog di moda, tra cui segnalo Mind The Cap.

L’ Africa nella rete: ecco chi utilizza Facebook nel continente nero.

Sul sito Afrographique, ho trovato questa interessante infografica (da me ribattezzata infogrAfrica) che ci spiega in dettaglio la percentuale degli africani che utilizzano Facebook. Curioso il dato relativo al Sudafrica, unico stato africano in cui le donne “socializzano” più degli uomini.

La pagina Facebook di Donna Moderna, un altro caso di successo sulla rete.

Riporto integralmente un interessante post che ho trovato su Stampacadabra, il blog del mio amico Thomas Ciaffoni:

Taglia il traguardo dei 100mila fan la pagina Facebook di Donna Moderna, il settimanale femminile di Mondadori che sta facendo molto bene sul web, e i numeri lo dimostrano. Non solo il profilo sul social network mostra un’ottima interattività con le lettrici (come testimonia la recente iniziativa che piazza la lettrice del mese come foto principale della pagina), ma anche il sito Internet conferma le ottime cifre: negli ultimi tre mesi sono stati 2 milioni gli utenti unici che hanno raggiunto il portale, con ben 42 milioni di pagine viste. La direzione in tandem di Patrizia Avoledo e Cipriana Dall’Orto ha trasformato il brand Donna Moderna in un sistema complessivo carta-web che riesce a coinvolgere ed attrarre lettrici, puntando su toni misurati, eleganza (mai barocca o stucchevole) e colloqualità, smarcandosi nettamente da quei toni urlati che tanto aizzano e stancano.