Motore di ricerca. Dei dispersi.

La rete si conferma lo strumento più innovativo in circolazione. Subito dopo la tragedia che ha colpito il Giappone (terremoto+tsunami), Google si è infatti inventato Google Finder uno strumento di ricerca di persone di cui non si hanno notizie. Il link, già testato per il terremoto in Nuova Zelanda, ricerca i dispersi e fornisce informazioni sulle persone.

Più motore di ricerca di così.

Margaret Mazzantini punta sulla rete per il lancio del suo nuovo libro “Nessuno si salva da solo”.

Non è la prima volta che uno scrittore italiano (scrittrice in questo caso) utilizza la rete e i Social Network per promuovere un nuovo romanzo. Ci aveva già provato Andrea De Carlo l’autunno scorso, affidandosi a Twitter a Facebook e a YouTube per lanciare Leielui. E qualche mese prima anche Sandro Veronesi aveva scelto di comunicare sulla rete per il lancio del suo XY.  Adesso è la volta di Margaret Mazzantini per il lancio, previsto oggi, del suo ultimo romanzo Nessuno si salva da solo. Un blog e una pagina su Facebook per creare attenzionalità ed effetto teaser sul nuovo libro dell’autrice di Non ti muovere e Venuto al mondo. “Le parole del nuovo libro di Margaret Mazzantini diventano il motore di un happening dal vivo ed una performance sui social network”, così si legge sotto alla testata del blog. Resto in attesa di capire come si svilupperà la cosa, così come sono curioso di vedere come sarà la risposta dei lettori di Margaret su Facebook: nel momento in cui sto scrivendo gli iscritti alla pagina, a 5 giorni dalla nascita, sono 450 e la partecipazione dei fan è discreta. Sono certo che i fan lieviteranno a vista d’occhio e che la bacheca si arricchirà di commenti e (perchè no?) di stroncature: del resto affidarsi alla rete e ai Social Network significa anche mettersi in pubblico con la consapevolezza che tutti potranno scrivere tutto.

Tra i messaggi arrivati sulla bacheca di Facebook, mi ha colpito quello di Davide Munno, che riporto di seguito: Non lo so, ma… mi ha scelto; mentre camminavo in strada, di rientro da un piacevole incontro con un amico. Mi son voltato e mi sono avvicinato alla vetrina come se mi stessero presentando una persona: “Piacere Margaret – Nessuno si salva da solo” – “Ciao, io mi chiamo Davide”. Sono entrato e dopo due minuti mi ritrovai di nuovo in strada verso casa, in sua compagnia. Le parole che mi disse prima di uscire mi colpirono come spine di miele. Una perfetta testimonianza di quanto sia rivoluzionario il metodo di comunicazione che si è attivato grazie ai Social Network: fino a qualche anno fa, per far arrivare questo messaggio a Margaret, Davide avrebbe dovuto scriverle una lettera. Sicuramente un modo più poetico e romantico, ma meno efficace ed immediato. Scegliete voi quale preferire, va da sè che Davide è libero di inviare a Margaret anche una lettera su carta acquerellata.

In bocca al lupo quindi a Margaret e al suo libro.

La balbuzie ai tempi di Google: grazie al film Il discorso del re, la scoperta di un caso di successo sulla rete.

Due sere fa sono stato al cinema a vedere Il discorso del re (The King’s Speech), film in costume pluripremiato alla recente notte degli Oscar, che racconta la storia di Re Giorgio VI d’Inghilterra e della sua battaglia contro la balbuzie. Al suo fianco, nel tentativo di combattere l’handicap, c’è sua moglie, la futura Regina Madre. E sarà proprio lei a trovare la soluzione al problema del marito facendolo curare da un eccentrico logopedista di nome Lionel. Nel film scopriamo che la moglie di Re Giorgio ha trovato il logopedista Lionel negli annunci economici del Times, ma provate a pensare cosa sarebbe successo se il film fosse ambientato ai giorni nostri. Se siamo fortunati, potremmo trovare la soluzione grazie al passaparola e al giro di conoscenze, ma non sempre funziona, a maggior ragione per un argomento così particolare. E allora, come fare? Semplice, direte voi, si accende il computer e si va su Google. Ed è quello che ho fatto io divertendomi un po’ nel cercare la soluzione a questo problema. Con un’apposito strumento di Google ho selezionato alcune parole chiave specifiche per la mia ricerca: balbuzie, eliminazione balbuzie, cura delle balbuzie, balbuzie cura, cura balbuzie, trattamento balbuzie, problema balbuzie e come smettere di balbettare.

Le ricerche mi hanno fornito, ovviamente, dei risultati molto esaurienti. Al di là di scoprire che (purtroppo o per fortuna per chi ne soffre) esistono una miriade di centri specializzati nella cura delle balbuzie, mi ha colpito un risultato in particolare che ho ritrovato in quasi tutte le ricerche effettuate: il sito del Dott. Marco Santilli (foto), specialista nell’eliminazione della balbuzie. Devo fare i miei complimenti al Dott. Santilli e a chi lo ha seguito nell’indicizzazione e ottimizzazione del suo sito . Il sito di questo dottore appare in prima pagina con le seguenti ricerche: Balbuzie, Eliminazione balbuzie , Cura della balbuzie e Cura balbuzia. Appare in seconda pagina (risultato comunque valido) con le seguenti parole chiave: Balbuzie curaTrattamento balbuzie , apparendo però nei link sponsorizzati visibili alla destra della pagina, ciò significa che il Dott. Santilli è attivo anche con lo strumento Google Adwords. Successivamente ho provato a inserire alcuni nomi di città insieme alla parole chiave e i risultati ottentui sono questi: per Balbuzie Firenze , Balbuzie Venezia e Balbuzie Ferrara il sito appare nei primissimi posti di Google. Addirittura, per la keyword Problema balbuzie Cagliari , il Dott. Santilli appare in primissima posizione.

Per la correttezza dell’informazione, segnalo anche che ci sono alcune parole chiave con cui Santilli non appare nelle ricerche: Problema balbuzie e Come smettere di balbettare. Ma nessuno è perfetto, neanche sulla rete. Ribadisco quindi il buon lavoro fatto dal Dr. Santilli e dallo staff che lo ha seguito. I preziosi risultati sono arrivati grazie ad un’accurata ottimizzazione del sito (foto): corretta stesura dei testi contenenti tutte le parole chiave al posto giusto e senza esagerare e all’ inserimento dei metatag nel codice html delle pagine. Di particolare importanza per l’indicizzazione è stata l’apertura di un Blog all’interno del sito in cui sono raccolte alcune testimonianze di pazienti che hanno risolto il loro problema.

Chiudo segnalando che Santilli ha anche investito, ma potrebbe  fare di più, sui Social Network, con l’apertura di una pagina su Facebook e di un canale personalizzato su YouTube (foto) . Se anche voi avete un’attività o un’impresa e volete essere presenti sulla rete non esitate a scrivermi, sarò ben felice di scambiare due chiacchiere senza impegno. E senza balbettii.

Lo straordinario caso di Marketing Virale con protagonisti i biscotti del Mulino Bianco.

Quello che sto per raccontarvi è un perfetto esempio di Marketing Virale e di ciò che si può ottenere gratuitamente sulla rete per promuovere un prodotto. I protagonisti di questa case history sono i biscotti del Mulino Bianco che, con la loro particolare confezione, da qualche settimana hanno invaso gli scaffali dei principali supermercati italiani.

La particolarità di questo packaging sta nella lettera iniziale del tipo di biscotto, che spicca al centro della confezione. A qualcuno, un bel giorno, è venuto in mente di giocare al supermercato con queste lettere, formando le scritte più fantasiose. Uno scatto col telefonino e via sul web, il gioco è fatto.

In un attimo si è sparsa la voce e grazie ad un passaparola sui Social Network, FriendFeed in particolare, è partito il gioco collettivo e virale di pubblicare le foto scattate al supermercato riposizionando i biscotti a proprio piacimento.

Luciano Blini, un noto sviluppatore web, ha colto la palla al balzo e ha creato una singolare applicazione che permette di scrivere la parola desiderata e vederla immediatamente composta con le varie confezioni di biscotti. In rete si moltiplicano le discussioni in merito a questa idea, scatenando così uno straordinario passaparola virale in cui tutti dicono la loro e generando così attenzione gratuita sul prodotto. Una delle idee nate dalle discussioni è stata quella di creare nuove confezioni di biscotti con le lettere tuttora inesistenti per trasformare il gioco in qualcosa di ancora più divertente. Sono spuntati anche consigli su come spostare le confezioni al supermercato senza essere sorpresi dagli addetti alla corsia e sono nate gallerie fotografiche di montaggi davvero divertenti come quello che vedete qui sotto.

Insomma, da un’idea semplice pubblicata sulla rete è nato un giochino virale collettivo che ha portato ad una campagna creativa e soprattutto gratuita sulla rete.

Sullo stesso argomento vi invito a leggere il post apparso sul sito Creativo per caso.


Nasce “Nel web con Guglielmo”: un dodicenne racconta internet ai grandi.

Oggi vorrei parlarvi di un interessante progetto chiamato Nel web con Guglielmo, in cui un adolescente di 12 anni,  appassionato di internet e in particolare di blog,  racconta agli adulti cos’è internet attraverso alcuni video-tutorial. Ad affiancare Guglielmo, c’è suo padre Edoardo, anche lui blogger e appassionato di tecnologia, che ci racconta come supporta suo figlio nella navigazione.

Sul sito www.saicomemeloimmagino.it sono visibili  i primi quattro video del progetto (presentazione, Internet pro e contro, i blog, Youtube). Il penultimo video, pubblicato qualche giorno fa, parla di Youtube e delle sue straordinarie potenzialità. Il prossimo filmato, che verrà pubblicato la settimana prossima, parlerà del mondo dei motori di ricerca.

Ho voluto parlarvi di questo progetto perché anch’io ho una figlia di dieci anni che passa diverse ore al giorno su internet: una vera e propria nativa digitale. Sono tantissime le mamme e i papà ancora confusi sul loro ruolo di genitori “nell’era digitale”. A volte la mancata conoscenza dello strumento Internet da parte dei genitori impedisce il suo corretto utilizzo in mano ai più piccoli, portando a situazioni estreme come il loro abbandono davanti al pc, o il proibizionismo. L’invito di “Nel web con Guglielmo” è semplice: dialogare con i nostri figli, magari facendoci spiegare proprio da loro cosa fanno in Internet e il perché. E l’idea che possa essere un ragazzino di 12 anni a spiegare internet ai più grandi mi pare molto affascinante.

Il progetto “Nel web con Guglielmo” è stato realizzato da Now Available per Nesquik Italia.




Questo post è dedicato agli idraulici di Milano, agli elettricisti di Roma e agli antennisti di Firenze.

Ma anche agli apicoltori di Treviso e agli zincatori di Caltanissetta, e a tutti coloro che hanno un’attività in proprio e la vogliono promuovere sulla rete ma non sanno da che parte iniziare.

Preciso subito che quello che sto raccontando è rivolto a coloro che hanno già un sito internet e quindi il primo passo lo devono avere già compiuto (se poi il sito fosse un blog, ancora meglio, ma su questo ci torniamo un’altra volta). Se però ci fosse ancora qualcuno che il sito internet non ce l’ha (e di questo possiamo parlarne) è comunque invitato a continuare la lettura.

Il sito internet è il minimo sindacale se si vuole essere trovati dai motori di ricerca. Ma un sito internet , adesso, non basta più. Si può avere il sito esteticamente più bello del mondo, ma se non è ottimizzato per i motori di ricerca, è come non averlo. La prima cosa da fare per renderlo visibile è ottimizzarlo al meglio per i motori di ricerca. Già, ma come? Inserendo all’interno del sito il maggior numero di “parole chiave” (keywords) relative alla propria attività. Uno dei segreti per ottimizzare al meglio le parole chiave sta nel capire bene cosa sta cercando sulla rete il nostro possibile cliente, colui che potrebbe aver bisogno dei nostri servizi. Uno strumento gratuito per capire quali sono le giuste keywords è Google Adwords Keyword Tool, cpmodo e veloce, ma che bisogna conoscere bene per poterlo usare al meglio (ne riparleremo presto). In sostanza il GAKT ci può dare una discreta idea di quanti potenziali clienti possiamo raggiungere con le parole chiave.

Una volta scoperto quali sono le parole chiave che meglio rispondono alle nostre esigenze, si cerca in tutti i modi di capitalizzarle nel sito. Una mossa intelligente e premiante è quella di acquistare i domini internet che contengono le principali parole chiave che abbiamo individuato. E così, tornando all’idraulico di Milano che mi sta leggendo, il consiglio che gli posso dare è quello di acquistare il dominio www.idraulicomilano.it, anche se qualcuno ci ha già pensato. Così come qualcun’altro ha già pensato ad acquistare il dominio www.elettricista-roma.it e il dominio www.antennista-parabolefirenze.com. In compenso, però, nessuno ha ancora acquistato il dominio www.apicoltoretreviso.it né tantomeno www.zincatorecaltanissetta.it. Potete sempre provare cambiando il suffisso finale o utilizzando dei trattini (-) tra una parola e l’altra.

Acquistare domini con all’interno le parole chiave significa dire a Google che il nostro sito è in grado di offrire immediatamente una precisa risposta a chi cerca quella determinata cosa. E così Google ci premia e ci inserisce ai primi posti della ricerca. Ma l’ottimizzazione non si ferma qui, si può fare ancora di più. Google da noi si aspetta che le nostre famose parole chiave vengano inserite correttamente anche all’interno del sito. Ma ciò non significa che si debba abusare nell’utilizzo delle keywords, perchè Google pone dei limiti oltre i quali si rischia di venire penalizzati, ottenendo così l’effetto contrario a quello sperato. Quindi è inutile che nella nostra Home Page figuri dieci volte la parola “idraulico Milano” o “elettricista Roma”, è sufficiente che ci sia due, tre, massimo quattro volte in un contesto giusto e appropriato.

Quelle che vi ho appena raccontato sono due piccole regole per ottimizzare il vostro sito, ma sono solo l’inizio. Più avanti avrò modo di approfondire ancora meglio questa pratica. Restate quindi all’ascolto e tornate a trovarmi di tanto in tanto.

E se tra di voi ci fosse qualche idraulico, elettricista, antennista, apicoltore o zincatore di Cernusco sul Naviglio (la città dove vivo e lavoro), tanto meglio. Potrò raccontargli personalmente tutto davanti ad un bel piatto di tagliolini con seppioline al nero e zucchine .

Se la lettura di questo articolo vi ha stuzzicato e volete saperne di più, scrivetemi. Sarò lieto di aiutarvi.

«Facebook è un formidabile mezzo di diffusione pubblicitaria». Lo dice Gianfranco Piccolo del gruppo McCann Erickson.

Non lo dico solo io, ora lo sostiene anche un pezzo grosso del gruppo McCann Erickson: «Finalmente abbiamo capito che Facebook non è solamente un giocattolo nelle mani degli adolescenti ma è un formidabile mezzo di diffusione di esperienze e di passaparola tra i consumatori, e rimane una formula inossidabile di pubblicità», dice così infatti  Gianfranco Piccolo, AD di Universal McCann (agenzia del gruppo McCann Erickson). Piccolo parla sulla base di Wave 5 Social Media Tracker, una ricerca realizzata proprio da Universal McCann che, attraverso un campione di 37.600 utenti di 54 paesi, fotografa la situazione dei brand sui principali Social Network: «La ricerca ci racconta che su Facebook si possono anche costruire nuove marche, e farle circolare su pagine viste da milioni di utenti. Sulla rete le aziende possono confrontarsi in modo nuovo con i consumatori e questi ultimi, per la prima volta, influenzano direttamente la nascita stessa dei prodotti e delle marche».

Fa piacere sentire che anche un rappresentante del colosso McCann Erickson, gruppo pioniere dell’advertising classico, sostenga e riconosca l’importanza raggiunta dai Social Network e dalle altre forme nuove di comunicazione.

Per saperne di più vi invito a leggere questo articolo che Gabriele di Matteo ha scritto per Affari&Finanza, l’inserto economico-finanziario di Repubblica.

Arriva Google Hotpot, un altro modo intelligente per farsi trovare sulla rete.

E’ finalmente disponibile anche  in Italia da oggi la prima versione di un nuovo servizio chiamato Google Hotpot, un sistema che fornisce risposte personalizzate alle vostre ricerche su Google. Le ricerche, oltre che essere geolocalizzate, vengono fornite sulla base di raccomandazioni di altri navigatori, sulle preferenze di chi cerca e sulla vicinanza.
Per esempio, se state cercando un ristorante a Monza, Google Hotpot vi fornirà una lista di locali il più possibile vicini ai vostri gusti e, tra questi, quelli che hanno ottenuto le valutazioni migliori e quelli che si trovano più vicino a dove vi trovate al momento della ricerca. Nella foto qui sotto vedete la schermata che vi appare alla ricerca di “ristoranti a monza”.

Ne approfitto per fare i complimenti ai proprietari dell’Osteria del Cavolo di Monza, primo ristorante ad uscire nella ricerca sopracitata.

Se anche voi volete inserire la vostra attività in Google Hotpot andate a questa pagina, registratevi e seguite le istruzioni. Per qualsiasi altro chiarimento inviatemi una mail.

Ma è vero che internet uccide la creatività? Un filmato virale di Samsung smentisce questa tesi.

Mi capita spesso di parlare con amici colleghi che lavorano come creativi nelle agenzie di pubblicità “tradizionali”. Tradizionali nel senso che il grosso del lavoro viene realizzato per i “media tradizionali”: carta, televisione, radio, affissioni etc… La domanda che esce frequentemente è “Il mezzo internet limita la creatività”. Da un lato è vero, il piacere di vedere una bella idea creativa sviluppata su una doppia pagina di Espresso o Panorama, o applicata ad un maxiposter 6×3 non è riproponibile sul web. Però sulla rete ci sono altre numerose possibilità per dare sfogo alla creatività.

Guardate per esempio fin a dove si sono spinti i creativi che lavorano per la Samsung.

Per promuovere i nuovi 3D LED TV, nell’agosto scorso è stato inserito sul canale YouTube di Samsung un video che documentava un evento tenutosi ad Amsterdam nel corso di una tre notti di spettacolare videomapping con iperrealisti effetti 3D. Fin qui nulla di sconvolgente, direte voi. Già, nulla di sconvolgente, fino a quando improvvisamente la pagina web inizia a sgretolarsi e cadere a pezzi con straordinari effetti speciali in 3D. Il video prosegue poi con un giochino in cui l’utente deve cliccare il maggior numero di farfalle che escono da un edificio per aggiudicarsi un Samsung 3D LED TV.

Cliccate qui per vedere ciò che vi ho appena raccontato.

Adesso mando una mail ai miei amici creativi con il link al filmato. Vi terrò informati sulle loro reazioni.

Avete un prodotto o un attività da lanciare? Ecco perchè conviene usare la rete.

Da qualche tempo, nel mondo della comunicazione pubblicitaria, lo scenario è cambiato: le vecchie forme di comunicazione sono entrate in crisi a causa della nascita di nuovi mezzi di comunicazione legati a internet. Non parlo di banner e di siti vetrina: quelli appartengono al cosiddetto “Web 1” quando ancora internet era solamente un altro mezzo di comunicazione che si andava ad aggiungere a quelli tradizionali offline tipo la televisione, i giornali, le affissioni, le radio etc… Parlo del fenomeno chiamato “Web 2”: mentre prima la comunicazione su internet veniva gestita e creata interamente dal cliente autore del sito, adesso i contenuti e gli argomenti li decide il visitatore, è lui che stabilisce cosa dire di un determinato prodotto e se premiarlo o meno. Il suo giudizio il consumatore lo esprime sui blog, sui forum e sui social network. E così la gente va sulla rete e dice la sua sul prodotto che ha utilizzato un minuto prima. I clienti, col tempo, si stanno accorgendo di questo, scoprendo che la gente è sempre più connessa alla rete, tramite gli smartphone, i pc portatili, la banda larga etc… Questo significa che se un’azienda vuole raggiungere il suo target deve andare a prenderlo direttamente sulla rete: è lì che si trova. Quello che prima si raccontava e si discuteva nelle piazze, nei bar e tra gli amici, adesso si dice sulla rete.

Quindi, in sostanza, quello che io propongo alle aziende è di sviluppare il loro business sulla rete, perché oggi non basta più avere un sito internet graficamente bello ed elegante, bisogna che quel sito sia raggiungibile prima di quello dei concorrenti e consenta a chi lo visita di dialogare con l’azienda per consigliare, chiedere ma anche criticare. Perché è un diritto di ogni cliente.

Se avete qualche domanda da fare scrivetemi.