Essere primi sui motori. Google ha deciso: verranno premiati solo i contenuti originali.

Quando parliamo delle ricerche su internet, il nostro pensiero corre subito a Google. Ma il colosso di Mountain View ha  deciso che quelle ricerche necessitano di un ulteriore miglioramento e così è stato messo mano nuovamente all’algoritmo che stabilisce il posizionamento delle pagine all’interno del motore di ricerca. Google premierà solamente quei siti che conterranno informazioni originali e penalizzerà invece quelli creati automaticamente da aggregatori con meccanismi di “reverse engineering”.  In sostanza, verranno premiate quelle pagine che riportano al loro interno contenuti creati da zero e non quelli duplicati da altri siti al solo scopo di scalare le SERP.

Il dito è stato puntato sulle numerose “content farm” che utilizzano tecniche particolari per la generazione di pagine che, alla lunga, risultano essere di scarso interesse per il navigatore che le ha cercate. Via libera quindi all’originalità e alla creatività dei contenuti, perchè così facendo verranno premiati quei siti e quei blog che dimostreranno di possedere al loro interno contenuti originali e interessanti sia per Google che per il lettore che li andrà a consultare.

Chi resterà fortemente penalizzato da questa rivoluzione semantica sono tutte quelle aziende appartenenti alla galassia denominata “Demand Media” che hanno costruito la loro fortuna sulla realizzazione di quel genere di contenuti che adesso Google ha deciso di penalizzare. Molte di queste aziende, infatti, all’uscita della notizia hanno subito un rimbalzo negativo alla borsa di New York.

Il cambio di rotta, al momento, è attivo solamente negli Stati Uniti, ma presto arriverà anche in Europa.

Un lavoro a cui tengo in modo particolare: il blog di “E”, la rivista mensile di Emergency.

Quando Gino Strada ha chiesto a Gianni Mura, storico giornalista sportivo di Repubblica,  se se la sentisse di diventare il direttore del mensile di Emergency, la sua risposta è stata immediata: “Se me lo chiede la famiglia Strada, non posso rinunciare”.

Mi sono trovato nella stessa situazione quando Gianni Mura mi ha chiesto se mi andava di aprire il blog dei lettori di E.

E così è nato PazzoPerE, il blog dei lettori di E. Il blog ha una decina di giorni di vita e quindi è presto per tracciare un bilancio. Tornerò sicuramente a scriverne appena avrò qualcosa di utile e interessante da raccontare, sperando di darvi buone notizie.

Se intanto però volete abbonarvi a E, il mensile potete farlo a questa pagina. Credo che sia per una buona causa.

L’ Africa nella rete: ecco chi utilizza Facebook nel continente nero.

Sul sito Afrographique, ho trovato questa interessante infografica (da me ribattezzata infogrAfrica) che ci spiega in dettaglio la percentuale degli africani che utilizzano Facebook. Curioso il dato relativo al Sudafrica, unico stato africano in cui le donne “socializzano” più degli uomini.

La pagina Facebook di Donna Moderna, un altro caso di successo sulla rete.

Riporto integralmente un interessante post che ho trovato su Stampacadabra, il blog del mio amico Thomas Ciaffoni:

Taglia il traguardo dei 100mila fan la pagina Facebook di Donna Moderna, il settimanale femminile di Mondadori che sta facendo molto bene sul web, e i numeri lo dimostrano. Non solo il profilo sul social network mostra un’ottima interattività con le lettrici (come testimonia la recente iniziativa che piazza la lettrice del mese come foto principale della pagina), ma anche il sito Internet conferma le ottime cifre: negli ultimi tre mesi sono stati 2 milioni gli utenti unici che hanno raggiunto il portale, con ben 42 milioni di pagine viste. La direzione in tandem di Patrizia Avoledo e Cipriana Dall’Orto ha trasformato il brand Donna Moderna in un sistema complessivo carta-web che riesce a coinvolgere ed attrarre lettrici, puntando su toni misurati, eleganza (mai barocca o stucchevole) e colloqualità, smarcandosi nettamente da quei toni urlati che tanto aizzano e stancano.

L’ e-Commerce si tinge di rosa: sono sempre di più le mamme che acquistano i prodotti per l’infanzia sulla rete.

Siete da poco diventate mamme? Allora potete entrare a far parte del popolo delle mamme sulla rete, una community al femminile che condivide sensazioni, progetti e idee sull’esperienza più emozionante del mondo: diventare mamma. Tra impegni di lavoro, bagnetti, pappine e ninne nanne, le mamme d’Italia si confrontano sulla rete, ma soprattutto, sulla rete fanno acquisti. Lo dice una ricerca commissionata a Murphy Research da eBay, leader italiano dell’ecommerce, che ha prodotto i seguenti risultati: tra le acquirenti di eBay, una su tre è mamma e oltre la metà ha bimbi piccoli per casa che vanno da 0 a 9 anni. E da un’indagine elaborata internamente da eBay.it emerge che gli acquisti nelle categorie Infanzia e Premaman, sono aumentati del 27% negli ultimi tre anni, con un prodotto o oggetto venduto ogni due minuti circa.

Ciò significa che le mamme, specialmente quelle che hanno appena dato alla luce un figlio e che notoriamente hanno pochissimo tempo per uscire a fare gli acquisti, hanno trovato in eBay e nell’ecommerce in generale un preziosissimo alleato. Vetrine virtuali di prodotti per l’infanzia e negozi sempre aperti e riforniti, direttamente dal computer di casa e senza dover uscire col problema di portarsi dietro il neonato o di doverlo affidare a qualcuno.

Dalla ricerca è emerso anche un dato molto curioso: nel 2010, rispetto al 2009, l’acquisto di pannolini su eBay.it ha subito un incremento del 61%.

Quindi, se avete un’attività e dovete commercializzare dei prodotti, sappiate che l’utilizzo della rete per vendere i vostri prodotti è una pratica in continua ascesa. Se fossi in voi ci farei un pensierino.

Ma le mamme, sulla rete, non si limitano ad acquistare. Vogliono anche dire la loro e ricevere consigli e informazioni: ecco quindi la nascita continua di blog tematici sull’argomento mamma e maternità. Uno su tutti: Nonsolomamma ideato e curato da Elasti, una giornalista finanziaria che ha tre figli, tutti piccoli e che tiene anche una rubrica sul settimanale D di Repubblica. Segnalo altri due blog interessanti: Ero una brava mamma e Ma che davvero? e un canale tematico: Genitori Channel che ha anche una pagina Facebook molto dinamica e frequentata.

E’ tutto. Vado a vedere se mia figlia Sofia ha bisogno di qualcosa.

E’ nata Spreaker: la Social Web Radio creata dagli ascoltatori.

C’è una nuova risorsa creativa sulla rete: si chiama Spreaker.com, una Radio Online in cui tutti i contenuti e i palinsesti sono creati e generati dagli utenti. Spreaker permette infatti a tutti di diventare dei veri deejay radiofonici creando e trasmettendo il proprio programma sul web.

L’idea che sta alla base di Spreaker è di origine Social: l’obiettivo è quello di ricreare lo spirito delle radio libere degli anni ’70 garantendo un contenitore non solo per DJ professionisti ma anche per chi, dal basso, vuole far sentire la propria voce e condividere i propri saperi. Il risultato è una Social Web Radio basata sugli User Generated Contents. Spreaker è una piattaforma innovativa che permette all’utente di combinare l’esperienza d’uso della radio con l’interazione tipica di un social network: partecipazione attiva dell’utente, ampia copertura territoriale, assenza di disturbi di fondo e una notevole semplicità d’uso.

Su Spreaker infatti tutti i programmi sono creati dagli utenti in piena autonomia: una volta creati i vari programmi, Spreaker mette insieme gli show creando un unico flusso audio. Inoltre, la piattaforma garantisce un’alta interattività tra gli user, ed è interessante anche per le aziende: ogni show è infatti intervallato da messaggi pubblicitari altamente personalizzabili in funzione dei diversi profili degli ascoltatori.

Se volete diventare DeeJay per un giorno accomodatevi su Spreaker.com

Tutto quello che avreste voluto sapere su internet (ma non avete mai osato chiedere).

Prendo in prestito lo storico titolo di un film di Woody Allen per presentarvi questa locandina al limite del grottesco che illustra tutto ciò che si può fare con la rete.

Ma davvero c’è ancora gente che non sa cos’è la rete? Forse sì, purtroppo.

A questo link trovate qualche spiegazione in più sull’iniziativa legata alla locandina in oggetto.

L’importanza delle parole chiave all’interno di un sito.

Chi mi legge con costanza (grazie) si ricorderà del post di qualche giorno fa in cui parlavo di Margaret Mazzantini e del suo ultimo libro Nessuno si salvi da solo. In quel post facevo riferimento al bel lavoro fatto da Margaret e dal suo staff per promuovere sulla rete il nuovo romanzo.

All’interno del post venivano ripetute più volte e in modo ben distribuito alcune “parole chiave” tipo Margaret Mazzantini, ultimo libro Mazzantini, Mazzantini nuovo libro etc… Google e gli altri motori di ricerca hanno premiato questa pratica, posizionando il mio post nelle prime pagine per la ricerca di quelle parole chiave.

Google, per esempio, alla ricerca Mazzantini ultimo libro mi posiziona in prima pagina. E’ facile però che, tra qualche giorno, la posizione ottenuta vada a scemare, ed è una cosa abbastanza normale, perchè Google premia la novità e la freschezza del post. E in secondo luogo io non ho interesse a far arrivare sul mio blog la gente per quelle determinate parole chiave e quindi non farò altri post utilizzandole, cosa che invece dovrei fare se mi interessasse ricevere traffico.

A conferma di tutto ciò, sono andato a consultare le statistiche del blog e ho scoperto che dalla messa on line del post sulla Mazzantini, 4 marzo 2011, sono state 29 le persone che sono arrivate qui attraverso la parola chiaveMargaret Mazzantini ultimo libro” e 14 quelle con la parola chiave ” nuovo libro Mazzantini” (vedi foto)

Quindi, se volete farvi trovare dai motori di ricerca, sappiate che uno metodi (ma non il solo) per farlo è quello di inserire in maniera intelligente all’interno del sito o del blog, le parole chiave riferite alla vostra attività o ai vostri prodotti. E’ un piccolo passo per far arrivare i potenziali clienti sulle vostre pagine.

Se questo argomento vi ha interessato e volete approfondirlo, scrivetemi una mail.

Motore di ricerca. Dei dispersi.

La rete si conferma lo strumento più innovativo in circolazione. Subito dopo la tragedia che ha colpito il Giappone (terremoto+tsunami), Google si è infatti inventato Google Finder uno strumento di ricerca di persone di cui non si hanno notizie. Il link, già testato per il terremoto in Nuova Zelanda, ricerca i dispersi e fornisce informazioni sulle persone.

Più motore di ricerca di così.

Margaret Mazzantini punta sulla rete per il lancio del suo nuovo libro “Nessuno si salva da solo”.

Non è la prima volta che uno scrittore italiano (scrittrice in questo caso) utilizza la rete e i Social Network per promuovere un nuovo romanzo. Ci aveva già provato Andrea De Carlo l’autunno scorso, affidandosi a Twitter a Facebook e a YouTube per lanciare Leielui. E qualche mese prima anche Sandro Veronesi aveva scelto di comunicare sulla rete per il lancio del suo XY.  Adesso è la volta di Margaret Mazzantini per il lancio, previsto oggi, del suo ultimo romanzo Nessuno si salva da solo. Un blog e una pagina su Facebook per creare attenzionalità ed effetto teaser sul nuovo libro dell’autrice di Non ti muovere e Venuto al mondo. “Le parole del nuovo libro di Margaret Mazzantini diventano il motore di un happening dal vivo ed una performance sui social network”, così si legge sotto alla testata del blog. Resto in attesa di capire come si svilupperà la cosa, così come sono curioso di vedere come sarà la risposta dei lettori di Margaret su Facebook: nel momento in cui sto scrivendo gli iscritti alla pagina, a 5 giorni dalla nascita, sono 450 e la partecipazione dei fan è discreta. Sono certo che i fan lieviteranno a vista d’occhio e che la bacheca si arricchirà di commenti e (perchè no?) di stroncature: del resto affidarsi alla rete e ai Social Network significa anche mettersi in pubblico con la consapevolezza che tutti potranno scrivere tutto.

Tra i messaggi arrivati sulla bacheca di Facebook, mi ha colpito quello di Davide Munno, che riporto di seguito: Non lo so, ma… mi ha scelto; mentre camminavo in strada, di rientro da un piacevole incontro con un amico. Mi son voltato e mi sono avvicinato alla vetrina come se mi stessero presentando una persona: “Piacere Margaret – Nessuno si salva da solo” – “Ciao, io mi chiamo Davide”. Sono entrato e dopo due minuti mi ritrovai di nuovo in strada verso casa, in sua compagnia. Le parole che mi disse prima di uscire mi colpirono come spine di miele. Una perfetta testimonianza di quanto sia rivoluzionario il metodo di comunicazione che si è attivato grazie ai Social Network: fino a qualche anno fa, per far arrivare questo messaggio a Margaret, Davide avrebbe dovuto scriverle una lettera. Sicuramente un modo più poetico e romantico, ma meno efficace ed immediato. Scegliete voi quale preferire, va da sè che Davide è libero di inviare a Margaret anche una lettera su carta acquerellata.

In bocca al lupo quindi a Margaret e al suo libro.