Mai lasciare incustodita la pagina Facebook, soprattutto se ti chiami Letizia Moratti.

E’ l’errore che sta commettendo lo staff del sindaco di Milano Letizia Moratti, che ieri è stata protagonista di un caso di cronaca durante il faccia a faccia contro il suo avversario Giuliano Pisapia davanti alle telecamere di Sky. La Moratti ha accusato Pisapia di aver partecipato, anni fa,  al furto di una macchina favorendo il pestaggio di un ragazzo e per questo motivo di essere finito in carcere. La replica di Pisapia è stata quella di querelare la Moratti per diffamazione, essendoci una sentenza di assoluzione che lo scagiona. A questo punto, consapevole che sui Social Network si sarebbe scatenato il pandemonio, cosa fa un buon team di comunicazione? Si prepara ad affrontare la buriana dei messaggi che, inevitabilmente, sarebbero arrivati sulla pagina Facebook di Letizia Moratti. E invece, la pagina Facebook del sindaco di Milano è rimasta completamente incustodita e si sta scatenando l’apocalisse. Evidentemente lo staff del sindaco ha deciso che i commenti che arrivano sulla fan page non sono poi così importanti. Altrimenti qualcuno si sarebbe reso conto del terremoto che si sta abbattendo sull’immagine sociale del sindaco meneghino. Sicuramente abbiamo a che fare con una cattiva gestione della Web Reputation.  Lo chiamerei piuttosto un bel Web Boomerang, perchè probabilmente, a questo giro di giostra, saranno proprio gli elettori più giovani, quelli che maggiormente utilizzano Facebook e gli altri Social Network,  a decidere chi governerà Milano per i prossimi 4 anni.

Tutti all’IKEA a giocare a nascondino: un curioso caso di Guerrilla Marketing.

Ricevo e volentieri pubblico:

Buonasera Enrico,

sono Dalila di Hagakure e ti scrivo per segnalarti un fatto molto particolare successo nel negozio IKEA di Bologna.

Si tratta di un evento spontaneo, nato su Facebook e che ha portato in negozio ben 400 persone, tutte desiderose di giocare a nascondino e di vivere un pomeriggio diverso nel negozio IKEA di Bologna.

Sei curioso di sapere comʼè andata?

Ti invito a leggere e vedere un breve video che troverai in questo post: http://www.socialmedianews.it/ikea-una-case-history-particolare

Grazie Dalila, è sicuramente una case history di estremo interesse.

Patrizia Pepe chiede scusa.

Vi ricordate cosa scrivevo tre post fa a proposito di Patrizia Pepe? Ecco, il brand di abbigliamento fiorentino ha chiesto pubblicamente scusa in un post sul blog ufficiale dell’azienda. Bravi. Ecco il post di scuse:

E’ sempre opportuno essere educati e rispettosi con le persone, anche per difendere le proprie convinzioni e il proprio lavoro?
La risposta è sì, sia offline che online.
E in queste ultime ore abbiamo imparato molto, pur essendo sui Social Media ormai da qualche anno…

Il tutto nasce da una critica ricevuta a una foto della nostra ultima campagna e in particolare a una nostra modella.
Su questo tema l’Azienda ha un’opinione ben precisa leggi qui

Rimaniamo convinti di questo e non è nostra intenzione essere Social dando opinioni banali e scontate o compiacenti.
Non pensiamo che agli utenti si debba dare sempre ragione, ma sappiamo benissimo che, qualsiasi cosa dica, la Rete è un feedback prezioso e come tale va considerato e rispettato.
Eppure talvolta in passato, ma soprattutto in questi ultimi giorni, lo abbiamo dimenticato.
Sull’onda delle emozioni e dell’orgoglio per il nostro lavoro, ci siamo fatti prendere la mano.
Adesso, a mente fredda, vogliamo scusarci dei toni e dei modi: abbiamo fatto lo stesso identico errore che leggevamo negli altri!
Patrizia Pepe è un Brand che ha sempre saputo evolversi, costantemente imparando sia dagli errori che dai successi.

Vogliamo farlo anche in questo caso e vi assicuriamo che stiamo già pianificando delle iniziative concrete.

E’ Facebook, bellezza, e tu non puoi farci niente, niente. Il caso di Patrizia Pepe.

Da qualche giorno, nella blogosfera, non si fa che parlare di un caso di cattiva gestione dei Social Media da parte di un’azienda.

Il brand in questione è Patrizia Pepe, nota marca di abbigliamento di Firenze, che ha pubblicato sulla bacheca di Facebook una foto (che vedete qui a fianco) con protagonista una modella non esattamente “in carne” che ha suscitato qualche lamentela tra i fan. Ai primi due commenti che poco gradivano l’utilizzo della foto, accusando il brand di favorire l’anoressia, Patrizia Pepe ha risposto così: “Scusate se non rispondiamo, sono provocazioni non utili.”.

Diciamo che non è il massimo del Social rispondere così. Infatti, si è scatenata la ridda dei commenti che, ad oggi, sono arrivati a 140 circa e la maggior parte di essi sono, ovviamente, negativi, anche se alcuni fan hanno difeso il brand. La situazione sembra comunque essere scivolata di mano al brand toscano, tant’è che l’episodio sta rimbalzando anche sull’altro Social Network di tendenza, Twitter, con risvolti che vi lascio solo immaginare.

Tra i commentatori di Twitter c’è anche chi sostiene che è tutta una strategia di buzz marketing per dar vita ad un caso di viral: far parlare di sè per farsi percepire come un brand che va controcorrente nell’utilizzo dei Social Network. Una cosa è certa: la discussione aumenterà la brand awereness di Patrizia Pepe. Resta da capire se la cosa porterà fatturato e vendite alla casa di abbigliamento di Firenze o solamente cattiva pubblicità.

I blogger esperti e i guru della web reputation sostengono che Patrizia Pepe abbia decisamente sbagliato approccio, perchè nei commenti a sua difesa, lo staff di Patrizia Pepe cerca di mettere in un angolo le fan (che ribattono animatamente colpo su colpo) sostenendo la tesi che le modelle sono magre per una questione di DNA. A me, tra l’altro, la modella non sembra essere particolarmente magra, visto il panorama pubblicitario che c’è in giro. E’ vero però, che c’è stata una mancanza di tatto nelle primissime risposte ai commenti dei fan su Facebook.

Concludo con una citazione: è Facebook, bellezza, e tu non puoi farci niente, niente. O meglio, una cosa la si deve fare di default: non litigare con i fan sul web.

Del caso se ne stanno occupando anche diversi blog di moda, tra cui segnalo Mind The Cap.

L’ Africa nella rete: ecco chi utilizza Facebook nel continente nero.

Sul sito Afrographique, ho trovato questa interessante infografica (da me ribattezzata infogrAfrica) che ci spiega in dettaglio la percentuale degli africani che utilizzano Facebook. Curioso il dato relativo al Sudafrica, unico stato africano in cui le donne “socializzano” più degli uomini.

La pagina Facebook di Donna Moderna, un altro caso di successo sulla rete.

Riporto integralmente un interessante post che ho trovato su Stampacadabra, il blog del mio amico Thomas Ciaffoni:

Taglia il traguardo dei 100mila fan la pagina Facebook di Donna Moderna, il settimanale femminile di Mondadori che sta facendo molto bene sul web, e i numeri lo dimostrano. Non solo il profilo sul social network mostra un’ottima interattività con le lettrici (come testimonia la recente iniziativa che piazza la lettrice del mese come foto principale della pagina), ma anche il sito Internet conferma le ottime cifre: negli ultimi tre mesi sono stati 2 milioni gli utenti unici che hanno raggiunto il portale, con ben 42 milioni di pagine viste. La direzione in tandem di Patrizia Avoledo e Cipriana Dall’Orto ha trasformato il brand Donna Moderna in un sistema complessivo carta-web che riesce a coinvolgere ed attrarre lettrici, puntando su toni misurati, eleganza (mai barocca o stucchevole) e colloqualità, smarcandosi nettamente da quei toni urlati che tanto aizzano e stancano.