Appunti del 30 maggio 2017: cose di lettura e di lavoro.

La notizia importante (ma che forse a molti non fregherà nulla) è che ho iniziato I Demoni di Fëdor Michajlovič Dostoevskij.

Vi tengo aggiornati. Per il momento (sono a pagina 55) e me la sto cavando bene.

Di conseguenza ho terminato Tutto da capo di Cathleen Schine. Carino, ma non di più.

Cose di lavoro: sto lavorando al concept (si dice così adesso) del nuovo sito della società per cui sto collaborando intensamente.

Da loro sto anche lavorando al lancio di un e-commerce di una società che si occupa di fragranze per profumi personalizzati, compresi i packaging. Un business che sta prendendo piede in Italia.

Nei ritagli di tempo, sto aiutando una mia amica che si occupa di traduzioni professionali a movimentare un po’ il suo business sulla rete (Facebook, Twitter e, forse, sito).

Infine, ho terminato un lavoro relativo alla ricerca di un visual concept (arieccolo) per una azienda leader nella produzione di tegole e coppi.

#vediamopositivo: una bella campagna di Social Media Marketing.

Oggi segnalo la bella iniziativa di Social Media Marketing realizzata dalla compagnia di assicurazioni Generali.

La scoperta è avvenuta grazie all’hashtag #vediamopositivo, che figura nelle tendenze sponsorizzate di Twitter.

#vediamopositivo ha anche un account Twitter che conta, ad oggi 25800 follower, e con un buon riutilizzo dell’hashtag e un sito ufficiale che pubblica in tempo reale tutti i tweet contenenti l’hashtag della campagna. Immancabile, il concorso dedicato all’iniziativa.

Una bella iniziativa che sta avendo buoni ritorni di pubblico e di branding.

Aumentano gli investimenti pubblicitari su internet. Entro il 2024 ci sarà il sorpasso sulla televisione.

Il 25 e 26 novembre ho partecipato allo IAB Forum, una delle più importanti vetrine per quanto riguarda il mondo delle innovazioni tecnologiche.

Tra le tante cose interessanti che ho ascoltato, sicuramente la più positiva riguarda l’aumento degli investimenti pubblicitari sul web che a fine anno sfioreranno il tetto dei due miliardi di euro, che significa l’11,1% in più rispetto all’anno scorso quando il livello era di 1,8 miliardi.

Una bella notizia per chi come me si occupa di Web Marketing ma anche per le aziende che finalmente dimostrano di credere seriamente nelle nuove opportunità per fare business online.

Gli investimenti su internet, dopo aver superato quelli sulla carta, danno la caccia al più importante dei media, la televisione, che conserva ancora la leadership con il 50% del totale investito contro il 20% del digitale.

Le previsioni prevedono il sorpasso del web sulla tv intorno al 2024, con un aumento delle interazioni tra i due media che si farà sempre più spazio e che assottiglierà le differenze tra pubblicità online e offline.

Importanti studi hanno infatti rilevato una sempre più forte correlazione tra gli ascolti televisivi e i trend legati alla rete. Basta vedere ciò che sta accadendo con il fenomeno del second screen, cioè l’interazione sempre maggiore tra programmi televisivi e social network, con sempre più utenti che commentano su Twitter e Facebook ciò che accade nelle dirette televisive.

Anche se non è ancora ben chiaro se a trainare il fenomeno siano i programmi tv o gli utenti stessi.

Il Leone d’Oro dei tweet pubblicitari.

Se esistesse un Leone d’Oro per il miglior tweet pubblicitario dell’anno, se lo aggiudicherebbe questo di easyJet Italia, postato subito dopo la sconfitta della Roma in Champions per 1-7 contro il Bayern.

Un modo davvero creativo ed economico per comunicare i sette nuovi voli dalla capitale.

Risultato? Centinaia di RT e preferiti.


Su Twitter arrivano i “tweet rilevanti” dei non follower. Una risposta a Facebook.

Da San Francisco arriva la notizia che Twitter ha in programma la riconfigurazione del flusso dei tweet in funzione della loro “pertinenza” e non più solamente in base alla cronologia.

Una mossa create ad hoc per rispondere a Facebook ma che di certo non troverà il gradimento degli utenti dell’uccellino azzurro, abituati alle informazioni selezionate e in tempo reale.

Il flusso dei tweet comprenderebbe, di fatto, anche quelli di persone che gli utenti non hanno mai deciso di seguire, con l’aggravante che non sarà più possibile nemmeno tornare al flusso cronologico di prima.

L’idea, al momento, è ancora in sperimentazione e non coinvolgerà la totalità degli utenti di Twitter.

Ma il solo annuncio è bastato per scatenare la rivolta degli utilizzatori del social media del momento, che hanno inondato la società di San Francisco di messaggi con la chiara richiesta di desistere dal mettere in pratica la balzana idea.

La rivoluzione grafica di Twitter: profili personali simili a quelli di Facebook.

Avviso a tutti gli amanti di Twitter, o quantomeno a quelli che preferiscono il Social Network dell’uccellino blu a Facebook e agli altri Social.

E’ infatti in via di sdoganamento una nuova versione del profilo personale che aggiorna graficamente la vostra pagina e la rende più impattante e molto simile alla pagina personale di Facebook.

Il restyling prevede un utilizzo maggiore delle fotografie, in particolare quella che diventerà la cosiddetta testata che potrà essere ulteriormente personalizzata rispetto a quella attuale.

E poi maggiori funzionalità relative ai tweets, con la notifica di quelli che hanno riscosso più interesse o che sono stati ritweettati e con una collocazione nella pagina più visibile.

Inoltre si potrà sceglie quali “timelines” visualizzare relative ad altri utenti e follower e la possibilità di selezionare solamente i tweet contenenti un’immagine o un video e quelli che l’utente ha indicato come preferiti.

La struttura della nuova pagina prevede lo sviluppo dei tweet e delle varie conversazione nella colonna centrale, in quella di sinistra ci saranno le informazioni personali dell’utente e in quella di destra i suggerimenti sui nuovi follower da seguire e le tendenze del momento.

Per me, un bel salto in avanti. Graficamente e concettualmente.

La nuova impostazione del profilo è attualmente riservato ad un piccolo gruppo di utenti, ma nelle prossime settimane le nuove funzionalità verranno estese automaticamente a tutti gli utenti di Twitter.

Nella foto la schermata del nuovo profilo Twitter di Michelle Obama, la First Lady degli Stati Uniti.

Turchia: Erdogan blocca Twitter.
Il popolo della rete si ribella.

Il popolo turco dei Social Network è in subbuglio da ieri, quando il premier Erdoğan ha imposto un provvedimento restrittivo nei confronti di Twitter, di cui è stato disposto il blocco in tutto il Paese.

Il più arrabbiato di tutto è il presidente Abudallah Gul, che ha scelto proprio il Social Network dell’uccellino per postare una serie di messaggi che condannano il provvedimento, augurandosi un rapido annullamento della restrizione. Scrive Gul su Twitter: “Il bando dei social media è inaccettabile e spero che questa misura non duri molto” (foto)

Su Twitter, ovviamente, è già partito l’hashtag #TwitterisblockedinTurkey.

Erdoğan aveva da poco criticato i Social Network per aver diffuso a febbraio alcune intercettazioni telefoniche che lo accusavano di essere invischiato in un grosso scandalo di corruzione.

Erdoğan aveva negato di essere coinvolto nella vicenda aggiungendo che le registrazioni che lo accusano erano false e creato con il solo intento di incastrarlo.

Twitter sta tentando di fare luce su quanto successo; e la sua divisione “Policy” ha pubblicato alcuni tweet dirette agli utenti turchi con le istruzioni su come continuare ad utilizzare Twitter attraverso gli sms.

Il programma TV fa schifo? Allora io lo scrivo su Twitter. Ecco l’Auditel 2.0.

Alzi la mano chi non ha mai twittato durante la visione di una trasmissione televisiva. Io lo faccio spesso (e volentieri).

E’ infatti fresca la notizia che la società di ricerca Nielsen Italia dal 2014 metterà a disposizione lo strumento Tv Ratings, un sistema già in uso negli States, ma ancora nel vecchio continente, che permette di analizzare e decriptare le conversazioni e i commenti che si scatenano su Twitter durante le trasmissioni televisive.

Lo strumento funziona così: la Nielsen gestisce una piattaforma in grado di monitorare e ricevere da Twitter tutti i dati relativi al traffico di tweet che interessano un determinato programma televisivo, e li elabora di conseguenza affidandosi ai suoi indicatori di audience. Uno degli introiti economici più importanti di Twitter, è infatti rappresentato dalla vendita di informazioni alle aziende, ai politici e ai protagonisti dello show business: una mega relazione dettagliata su cosa si dice e si pensa di loro nelle conversazioni dei twitter-maniaci.

Una specie di web-reputation live, da aggiungere ai dati già forniti dal tradizionale servizio Auditel. Con la differenza che i dati da Twitter sono caldi e, se vogliamo, più umorali, mentre i dati ottenuti dai campioni Auditel, rimangono freddi.

Il tutto a servizio dei santoni del marketing che avranno a disposizione uno strumento in più per proporre ai clienti e agli inserzionisti la giusta presenza pubblicitaria in televisione.

Quindi, da stasera, scaldate gli hashtag: tutti pronti a scatenarsi dal divano di casa, twittando (male o bene) di questo o di quest’altro conduttore o programma tv.
Una cosa è certa: i tempi del Rischiatutto e di Giochi senza Frontiere sono proprio passati.

L’ex premier britannico Tony Blair bacchetta i politici che usano Twitter.

In un recente incontro organizzato a Londra dal think:tank Mile End Group, l’ex premier britannico Tony Blair ha rimproverato i politici che, al posto di portare nuove idee per migliorare la società, perdono tempo su Twitter.

Repubblica di venerdì 1 novembre 2013, ha pubblicato un interessante estratto dell’intervento di Tony Blair.

Qui sotto potete visionare il filmato integrale dell’intervento di Blair.