Archivio per ‘Senza categoria’ categoria

Il portfolio, finalmente.

4 aprile 2013

Molti mi dicono: “Interessanti le cose che scrivi, ma tu esattamente quali siti hai realizzato?”.

La domanda è più che lecita ed è giusto che la gente voglia sapere dove metto in pratica le cose che periodicamente racconto su questo sito/blog.

Inizio col ricordarvi che il sito che state leggendo è già un buon banco di prova per capire il mio stile di linguaggio ed il mio modo di approcciarmi al Web Marketing.

Per tutto il resto è da oggi attiva la pagina Portfolio.

Invaderstyle, pensieri da indossare.

30 gennaio 2013

Approfitto di questo piccolo palcoscenico, per parlarvi di un’idea che mi vede coinvolto in prima persona: una linea di prodotti (vestiti, gioielli, lampade e altro) che si chiama Invaderstyle, pensieri da indossare.

Mercoledì 6 febbraio a Milano, ci sarà la presentazione dei primi tre oggetti della linea. Ovviamente siete tutti invitati. Potrebbe essere anche l’occasione per conoscerci di persona.

L’invito è qui sotto.

Se poi qualcuno ha voglia di curiosare, può andare sul sito.

O cliccare sul “mi piace” della pagina Facebook.

Libri 2.0: quando un tweet mirato vale più di una recensione.

11 dicembre 2012

Il web 2.0 è arrivato anche in libreria, autori ed editori sono avvisati. E’ bastato infatti un semplice tweet di 140 caratteri scritto da Valentino Rossi, per far vendere in un solo colpo 200 copie del libro di memorie di Andre Agassi, Open.

E così, se una volta gli editori facevano il filo ai più affermati critici letterari, oggi devono marcare stretto i Social Network perchè, come sostengo da ormai un anno su questo blog, è lì che adesso si fanno i giochi. Non è un caso infatti che i piú accreditati influencer di Twitter ricevano direttamente dagli editori copie di libri da leggere, con la speranza che diventino uno o più tweet da dare in pasto alle migliaia di followers. Ovviamente dipende dal libro. Di certo I Promessi sposi di Alessandro Manzoni non sarebbe il libro adatto per essere sponsorizzato da Twitter, mentre Open di Andre Agassi, sì, perché ha un potenziale target di lettori che si sovrappone molto bene con quello di Twitter.

Valentino Rossi fa parte di quel target e il suo cinguettio: “Me lo ha regalato un mio amico che di libri ne legge un sacco. Ve lo consiglio”. Una settantina di battute che sono valse 200 copie vendute in libreria. Mica male, vero? Quasi 3 copie a battuta.

Recentemente anche Pinterest ha contribuito alle vendite di un libro, si tratta di 1Q84 dello scrittore giapponese Haruki Murakami che ha pinnato alcune sue fotografie sull’ultimo nato tra i Social Network.

A conferma di questo fenomeno virtuale che ha preso il posto del vecchio passaparola, è nato una sorta di “cartello”, nel senso buono del termine, di blog letterari che hanno ricevuto l’attestato di influencer. L ‘hanno creato proprio le Case Editrici e vi figurano blog come Finzioni, Booksblog, Vibrisse, Tazzina di caffè, Minima Moralia, Ho un libro in testa, Letteratitudine e altri ancora.

Se siete una piccola Casa Editrice e avete una promessa letteraria tra le mani, non scordatevi di parlarne anche sulla rete. A volte funziona. E non costa niente.

Computers.

12 novembre 2012

Nel 1970, secondo una stima, sarebbe stato di circa centomila il numero dei computer nel mondo.

Foto tratta dal tumblr theitaliangame.

Oggi giornatona.

11 ottobre 2012

O giornataccia, se preferite. Mattina alla Statale di Milano al convegno dell’ODG sul futuro del giornalismo sulla rete. Pomeriggio allo IABForum a sentire le novità su Web Marketing e nuovi media. Se volete seguitemi su Twitter.

Lieve scossa di terremoto nel nord Italia. Indovinate chi è arrivato per primo sulla notizia?

3 ottobre 2012

Twitter. Che pensavate?

Mai sentito parlare di Netnografia? Un workshop a Trento ci svela tutti i segreti.

5 settembre 2012

Rosaria Toriello di Viralbeat mi segnala un interesante conferenza/workshop sulla Netnografia, che si terrà a Trento il prossimo 17 settembre, in cui si incontreranno esperti di comunicazione, new media e cultura digitale per parlare appunto di Netnografia e dei suoi campi di applicazione in termini di business, come la gestione della brand reputation, la relazione con gli influencers ed il management dei processi di co-creazione con i propri pubblici.

La Netnografia è lo strumento indispensabile per i manager per comprendere i motivi che spingono gli utenti a relazionarsi, ma anche ad effettuare determinate scelte di consumo piuttosto che altre.

L’evento è dedicato ai topmanager, ai responsabili del marketing, delle ricerche, della comunicazione, delle pubbliche relazioni e dell’innovazione delle aziende l’evento è organizzato in collaborazione con Accademia Mediterranea di Societing, Centro Studi Etnografia Digitale e Fondazione.

Qui potete trovare il programma, l’elenco dei relatori e la scheda d’iscrizione al corso.

Web Reputation: il caso di Fabio Volo e della copertina di Vanity Fair.

20 dicembre 2011

Antefatto: Vanity Fair chiede un’intervista a Fabio Volo alla vigilia dell’uscita del libro e del film. Fabio Volo accetta. Vanity Fair però, pone tra le condizioni che l’intervista sia una sorta di esclusiva e che esca prima di eventuali altre interviste. Unico strappo alla regola, l’uscita di un pezzo su Sette, scritto dallo stesso Fabio Volo.

L’intervista su Vanity Fair è regolarmente uscita, addirittura il settimanale decide di mettere Fabio Volo in copertina, cosa che non fa quasi mai, quando si tratta di scrittori. Ecco qui sotto la copertina in questione.

Il settimanale esce senza che Fabio Volo veda la copertina. Quando la vede va su tutte le furie. Gli dà fastidio quel titolo: Voi donne che non capite IL SESSO, messo proprio lì sotto la sua faccia.  Volo decide così di scrivere due righe sulla pagina Facebook del Volo del mattino, la trasmissione radiofonica che tiene ogni giorno su Radio Deejay. La pagina, al momento in cui scrivo, “piace” a 72.087 persone, davvero una popolazione immensa di fan, stando alle medie di Facebook. Leggete qui cosa scrive Volo:

Non voglio entrare in polemica con il direttore di vanityfair. Ho scritto giorni fa che trovavo il titolo con la mia faccia in copertina squallido. Oggi ha difeso i suoi lettori e la giornalista. E’ un bel gesto da parte sua ma non lo capisco. Io non ho espresso alcun giudizio sui lettori e tantomeno sulla giornalista con cui mi sono trovato bene durante l’intervista. Io ho espresso un parere sul titolo e il titolo lo fa il direttore. A me conveniva stare zitto perché per il mio lavoro vanityfair e’ importante. Scusate dico ancora ciò che penso. E’ stato un titolo sleale come quello di difendere i lettori e la giornalista quando io non ho accusato nessuno. Un abbraccio a tutti anche al direttore

Pronta la replica del direttore di Vanity Fair, Luca Dini, che sul sito del settimanale risponde così a Volo:

Quando mi avevano segnalato il tweet del 13 dicembre (Dorian era stato il primo) avevo deciso di fare due cose. Primo, contare fino a cento invece di replicare. Secondo, chiedere a Fabio Volo – attraverso chi lo rappresenta – se davvero quelle parole erano sue. Non avendo ottenuto risposte, non avendo visto smentite, e anzi leggendo stamattina un nuovo tweet, mi vedo costretto a difendere l’onorabilità del giornale e di chi lavora con me. Se poi qualcuno mi dirà che non è stato lui a scrivere quei post e quei tweet, sarò il primo a rallegrarmene. Perché non intendo certo offenderlo, io.

La prima intervista a Fabio Volo, nella raffica promozionale che ha accompagnato l’uscita del suo libro e del suo film, era stata offerta a Vanity Fair. Con il suo agente, che conosco e rispetto, si era detto che prima di noi sarebbe uscito solo Sette, con un articolo firmato da Volo e tutto incentrato sulla scrittura. Forse ho capito male io, forse siamo stati lenti noi a organizzare il servizio di copertina, fatto sta che, quando ci siamo presentati sul set del servizio fotografico, abbiamo scoperto invece che saremmo usciti in mezzo a tutti gli altri. Oggi, Gioia, Repubblica, Che tempo che fa, e sono solo quelli che mi ricordo.

La replica integrale di Luca Dini la trovate qui.

Questi dunque i fatti, il resto lo sta facendo la rete e chi la utilizza, con i commenti da una parte e dall’altra. E qui entra in gioco la web reputation sia di Volo che di Vanity Fair. E’ ovvio che la maggior parte delle risposte alle parole di Volo su Facebook stanno con lo scrittore-attore-deejay. Non poteva essere diversamente. Così come i commenti al post di Luca Dini sono per la maggior parte a sostegno di Vanity Fair.

Quindi la guerra è in atto sulla rete: chi difende il titolo di copertina di Vanity Fair e chi invece sta con Volo e con le sue idee. Se volete farvi un’idea del livello dei messaggi pro Volo, accomodatevi nel suo salotto. Se invece volete leggere le difese a Dini, ecco le chiavi per il salotto di Vanity Fair.

Finora non c’è un vincitore, anzi sì. E’ la rete. E’ lì infatti che succede tutto, oggi. E’ sulla rete che si va a parlare e a prendere le difese di questo o di quel fan. Tenetelo ben presente quando deciderete di aprire (ma spero che lo abbiate già fatto) la vostra pagina aziendale su Facebook o il vostro proflio su Twitter, perchè l’importante è esserci. Ma occhio alla reputazione.

Ecco lo showrooming: il libro lo scegli in libreria ma lo acquisti sulla rete.

13 dicembre 2011

Un bookstore di Amsterdam.

Signore e signori, ecco a voi lo showroomingil nuovo nato nel mondo del marketing editoriale.

E’ la tendenza che  utilizza lo spazio all’interno delle librerie e lo trasforma in showroom, dove il negozio diventa un puro spazio espositivo per vedere e ammirare i libri e poi correre a casa a ordinarli via web, evitando così di passare dalla cassa. Semplice no?

Addirittura pare che ci sia gente che fotografa il libro col telefonino o ne legge il codice a barre memorizzando così gli acquisti in una sorta di wish list, che verrà poi aperta comodamente a casa, e resa realtà su Amazon o su qualsiasi altro rivenditore di libri sulla rete, basta che si risparmi, per la gioia dei librai…

Una ricerca di Codex Group ha rilevato che il 39 per cento dei clienti di Amazon, prima di acquistare un libro è andato a sceglierselo in libreria, dove tutto è meno freddo di un monitor di pc, c’è un commesso gentile che ti coccola, ti aggiri tra i banconi e trovi un ambiente più confortevole rispetto a un e-commerce.

Ma a lungo andare, lo showrooming rischia di uccidere le librerie con dentro i librai e i loro commessi. Ma anche questo è il web, e non possiamo farci nulla. Purtroppo.

Nella foto: un bookstore di Amsterdam

La Home Page di Soleluna.com dopo la tragedia di Trieste.

13 dicembre 2011

Ecco come appare la Home Page del sito soleluna.com, il sito di Lorenzo Jovanotti, dopo la tragedia di ieri a Trieste in cui ha perso la vita Francesco Pinna, operaio di vent’anni.

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