Appunti dell’11 aprile: Robinson, Nicola Nunziata, copertine libri, tavolo Applaro Ikea, pagine commemorative Facebook.

Oggi è il compleanno di Monica. Auguri.

Segnalo le bellissime foto dei libri recensiti su Robinson, il nuovo inserto culturale di Repubblica.

L’autore si chiama Nicola Nunziata, è un collaboratore dell’agenzia Opfot, e le sue immagini, oltre che ad essere innovative e diverse dal solito format, contengono un’idea, quella di proseguire ipoteticamente il contenuto grafico e visivo delle copertine dei libri fotografati.

Ogni tanto, dalla jungla della metropolitana milanese, spunta anche un bel titolo, tipo questo per una promozione dell’Ikea relativa al tavolo Applaro.

Scopro solo ora che su Facebook esiste la possibilità di trasformare le pagine di persone prematuramente scomparse o decedute a causa di incidenti o altro, in pagine commemorative create e gestite da persone molto vicine al defunto in questione.

La scoperta è avvenuta cercando la pagina Facebook di Ambra Shaliani, una ragazza di 17 anni che ha perso la vita qualche settimana in un incidente stradale.

In cima alla pagina appare una specie di bannerino che recita:

Speriamo che le persone che amano Ambra troveranno conforto nel visitare il suo profilo per ricordare lei e la sua vita.
Scopri di più sull’impostazione del contatto erede e sugli account commemorativi su Facebook.

Ciao Ambra, che la terra ti sia lieve.

Se non ci leggiamo più prima di Pasqua, auguri a tutti e a tutte.

Appunti del 5 aprile: Miscusi, Amaro della Reggia di Caserta, Francesco Motta, Premio Tenco, Il male oscuro, Giuseppe Berto, Elegia americana.

Un amico mi ha parlato di Miscusi, una piccola boutique-ristorante di sola pasta nel (più o meno) cuore di Milano.

“Adesso pasta!” recita lo slogan. Il punto esclamativo non è mio, ci tengo a dirlo.

L’idea, carina, è di due giovani ex-imprenditori: Alberto Castasegna e Filippo Mottolese. Ne parlerò con il mio amico Raffaello Ducceschi, che ha avuto un’intuizione simile, ma a Barcellona.

Leggo sul Venerdì di Repubblica che sta per nascere l’Amaro della Reggia di Caserta. L’idea è venuta a Mauro Felicori, manager bolognese che dal 2015 si prende cura dell’antico palazzo, e che ha deciso di realizzare un liquore utilizzando le erbe del giardino della Reggia, da vendere nel bookshop del palazzo e in punti vendita selezionati dalla distilleria.

A seguire, la mozzarella e il miele a marchio Reggia di Caserta. Vi terrò informati sugli sviluppi.

Occhio a Motta, non il celebre panettone, ma il cantautore pisano di famiglia livornese che ha vinto l’ultimo Premio Tenco. Il suo nuovo album, da ascoltare, si chiama La fine dei vent’anni.

Sto leggendo, da un paio di giorni, Il male oscuro, romanzo di Giuseppe Berto ristampato da Neri Pozza. Il libro ebbe particolare successo negli anni sessanta e permise a Berto di aggiudicarsi i Premi Viareggio e Campiello.

Libri che entrano nella mia lista dei desideri: Elegia americana di J.D. Vance.

Libri 2.0: quando un tweet mirato vale più di una recensione.

Il web 2.0 è arrivato anche in libreria, autori ed editori sono avvisati. E’ bastato infatti un semplice tweet di 140 caratteri scritto da Valentino Rossi, per far vendere in un solo colpo 200 copie del libro di memorie di Andre Agassi, Open.

E così, se una volta gli editori facevano il filo ai più affermati critici letterari, oggi devono marcare stretto i Social Network perchè, come sostengo da ormai un anno su questo blog, è lì che adesso si fanno i giochi. Non è un caso infatti che i piú accreditati influencer di Twitter ricevano direttamente dagli editori copie di libri da leggere, con la speranza che diventino uno o più tweet da dare in pasto alle migliaia di followers. Ovviamente dipende dal libro. Di certo I Promessi sposi di Alessandro Manzoni non sarebbe il libro adatto per essere sponsorizzato da Twitter, mentre Open di Andre Agassi, sì, perché ha un potenziale target di lettori che si sovrappone molto bene con quello di Twitter.

Valentino Rossi fa parte di quel target e il suo cinguettio: “Me lo ha regalato un mio amico che di libri ne legge un sacco. Ve lo consiglio”. Una settantina di battute che sono valse 200 copie vendute in libreria. Mica male, vero? Quasi 3 copie a battuta.

Recentemente anche Pinterest ha contribuito alle vendite di un libro, si tratta di 1Q84 dello scrittore giapponese Haruki Murakami che ha pinnato alcune sue fotografie sull’ultimo nato tra i Social Network.

A conferma di questo fenomeno virtuale che ha preso il posto del vecchio passaparola, è nato una sorta di “cartello”, nel senso buono del termine, di blog letterari che hanno ricevuto l’attestato di influencer. L ‘hanno creato proprio le Case Editrici e vi figurano blog come Finzioni, Booksblog, Vibrisse, Tazzina di caffè, Minima Moralia, Ho un libro in testa, Letteratitudine e altri ancora.

Se siete una piccola Casa Editrice e avete una promessa letteraria tra le mani, non scordatevi di parlarne anche sulla rete. A volte funziona. E non costa niente.

Ecco lo showrooming: il libro lo scegli in libreria ma lo acquisti sulla rete.

Un bookstore di Amsterdam.

Signore e signori, ecco a voi lo showroomingil nuovo nato nel mondo del marketing editoriale.

E’ la tendenza che  utilizza lo spazio all’interno delle librerie e lo trasforma in showroom, dove il negozio diventa un puro spazio espositivo per vedere e ammirare i libri e poi correre a casa a ordinarli via web, evitando così di passare dalla cassa. Semplice no?

Addirittura pare che ci sia gente che fotografa il libro col telefonino o ne legge il codice a barre memorizzando così gli acquisti in una sorta di wish list, che verrà poi aperta comodamente a casa, e resa realtà su Amazon o su qualsiasi altro rivenditore di libri sulla rete, basta che si risparmi, per la gioia dei librai…

Una ricerca di Codex Group ha rilevato che il 39 per cento dei clienti di Amazon, prima di acquistare un libro è andato a sceglierselo in libreria, dove tutto è meno freddo di un monitor di pc, c’è un commesso gentile che ti coccola, ti aggiri tra i banconi e trovi un ambiente più confortevole rispetto a un e-commerce.

Ma a lungo andare, lo showrooming rischia di uccidere le librerie con dentro i librai e i loro commessi. Ma anche questo è il web, e non possiamo farci nulla. Purtroppo.

Nella foto: un bookstore di Amsterdam

Consigli per gli acquisti.

Questo post non parla esattamente di Web Marketing, parla però di una persona che ha avuto un peso specifico notevole nella mia formazione professionale, quando 25 anni fa decisi di fare il mestiere di art director.

Sto parlando di Daniele Cima, probabilmente il più grande art director italiano vivente, sulla cui vita professionale è da poco uscito un libro edito da Chimera.

Il libro si chiama semplicemente  Daniele Cima Art Director e ne ripercorre i 40 anni di professione . Contiene i lavori pubblicitari più noti e premiati di Daniele, ma anche quelli più recenti e meno conosciuti o, seppur conosciuti, non notoriamente attribuiti a lui.

Per saperne di più leggete il post che ho scritto per l’altro mio blog.